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August 25 ...Desidererei la lingua di Platone o di Jacobi
Friedrich Schelling, Dell'Io come principio della filosofia, maggio 1795 August 24 Avanti Valchirie!
Camminavo in tempi remoti fieramente Poi caddi, impastandomi il visosotto lo sguardo di Athena Signora, e non m'accorgevo di voi! Non ebbi occhi che per l'Oriente, mi dirigevo verso l'aurora, non mi curavo di voi! nel fango più nero che c'è. Non vidi più nulla: sentivo: un riso? Ridevate, allocche, di me! dalla putrida melma, volsi di nuovo l'occhio ad Oriente! Avanti Valchirie! Per terra mi volle il destino beffardo! Ma può il fuoco ardente di rovo esser estinto dal Fato? Ingiurie! Ridevano ancora ed ero già eretta, ero già in piedi e ghignavano ancora, ma io di lor voce non odo più nulla! Vado, testarda, verso la vetta ascoltando soltanto l'aurora! Trombe trionfanti! E canti di culla! A terra mi videro, e in cuor loro godevano come delle maiale sputando da dietro i cantoni... Avrei forse potuto dir loro che mai si sarebbero fatte del male avanzando -o retrocedendo?- a gattoni? July 03 Consigli inconcludenti ad un amicoAmico, se mi vorrai dare la tua attenzione vorrei raccontarti la mia esperienza, anche perchè, oltre a quella, non conosco nient'altro. E non posso pretendere di dare consigli sulla tua esistenza nel mondo senza poter passare per la mia.
Comincierò col dirti che non sono pensieri sparsi questi, nè nati sul momento, ma frutto di un percorso che ha preso corpo da tempo, da tanto tempo: talmente tanto che tendo a confonderlo con la mia stessa vita. Perdonami se, parlandone, generalizzerò: sappi che quando dirò gli umani, o gli uomini, questi giudizi hanno valore certo solo se riferiti a me. Per quel che riguarda la mia esperienza, quindi, gli umani attraversano un periodo della vita dove, sebbene l'ignoranza e la cecità sul mondo tengono ottenebrate le loro facoltà, essi possono definirsi saggi. Non cercano spiegazioni per la vita, essa è, ed è una meraviglia estasiante in ogni momento. Io ricordo quei momenti come i più felici di tutta la mia vita: avevo un potere sovrumano, che era quello di saper autocreare me stessa in ogni momento diversa e in forme sempre nuove, fuori da ogni schema di logica continuità, senza nessuna apparente necessità: potevo diventare tutto ciò che volevo essere semplicemente schiocchando le dita: quella è la fase dell'esistenza in cui tutto il mondo si riduce al tuo campo visivo, e quel che vedi con gli occhi pare creta per la tua immaginazione. E' l'infanzia, passata la quale non esiste più alcun modo per riconquistare quella potenza. L'infanzia ha un difetto enorme: è incorrotta. E' come un vaso di fine ceramica cinese: ha su di sè disegni meravigliosi, ma basta poco per romperlo. Non so delinearti il momento in cui s'è perso quel mondo. E' stato come un cammino in salita: i dolori erano piccoli, piccole morti, da cui rinascevo come una fenice dalle ceneri, ma ogni volta, mai uguale a prima. Un movimento progressivo, di angosciose rivelazioni. ... continuo? June 29 StranieroIn procinto di partire, all'inizio del viaggio,
niente pare più impetuoso
e più simile a un miraggio,
dello sguardo meschino e ombroso
e del quieto dire, dell'aria assente
di chi ha già visto il vero;
niente pare più vivente
del viandante straniero.
Straniero,
In te risiede intimo ciò che ogni epoca
di migliore agli uomini seppe offrire,
e mi riveli già ora il disegno del mio viaggio
prim'ancora di partire.
In ogni guisa in te ripeti
l'universale passare,
coincidendo lui
col tuo esser singolare:
... e nell'ammaliante tua umanità
germina l'astrazione degli avi
che cavalcarono fra le spume trasparenti,
della luce lontana riflettenti
che fecero propria,
quella luce chiara degli albori
che nei tuoi occhi riproponi,
in modo tanto intenso!
che mi dai la prova
che non nell'immenso
ma in un'iride
il sublime si ritrova.
Ma non soltanto quel che fu,
bensì anche il futuro s'esplica fra le fini pieghe della tua lirica voce;
e a quel che in te è già fiorito io tendo con sospiri, o straniero.
E quei mondi mai esplorati di cui l'esistenza testimoni,
io li immagino ricolmi di palpitanti passioni,
riproducendo in me il sogno di un vago destino;
...e s'è vero che il Fine in un luogo immobile risiede,
allora io inseguo il tuo identico cammino
con identica fede,
o straniero.
E quelle lievi spume marine un tempo sorvolate
da grandi ingegni ad ali dispiegate,
si tramutano nell'essenza tua musicalmente,
e nel tuo spirito vivente,
seppur come impetuose onde sibilanti
fra gl'irti scogli neri della sera infrangenti
...rivelando al contemplante terreno
l'immane potenza,
o la dolce violenza
dell'afflato del pensiero,
o straniero.
June 17 Il mondo FUORI!
Rotola! Rotola l’anima nel fango dei pensieri angosciosi di morte e disfatta; Rotola l’anima quatta in mondi penosi dal covo di vermi, chiusa la mummia, sconquassa e bestemmia. «Ciarlatana! Trafficante di falsi miti! Puttana!» E ignora gli inviti, muore lontana. Rotola fra romantici cori, forza di mille tori ruggisce l’anima stanca e perisce di cotanta chiusura, grida! Tra le quattro mura prigioniera, l’anima fiera de’ suoi spasmi, incompresa dai suoi fantasmi; in questa razza di tomba! E’ pazza! In vita e in morte sprofonda e rotola, ancora, illesa; gioisce sorpresa, de’ le sue pene trionfanti, fra lirici canti, sogni infranti e glorie irrisorie essa muore fra scorie, muore per far sì che viva il mio respiro; l’ammiro pe’i suoi sforzi. Rotola E grida di rabbia e di noia, realizza che Minerva è la troia più grande; mi cospargo di soia puntando il dito in un diabolico rito, ai mondi lontani; e ritorno a’ miei pantani di morte. Ballano a corte i sommi poeti e i metafisici illuminati, gli artisti tarchiati, i tronfi critici spietati; ballano fra l’arme e gli amori, fra le sbarre e sui troni, ballano nel sole e nei tuoni; che Iddio mi perdoni; ma fra meningi e fra cuori, fra geni e ciarloni, non sento le grida che intoni, io mi lascio il mondo FUORI! June 15 Estratto [...]« E’ ormai chiaro che i filosofi qui esposti non sono semplicemente stati scelti in virtù delle loro reciproche somiglianze, o per il complessivo sviluppo dei loro caratteri comuni; bensì questi sono quei filosofi che, chi per un aspetto particolare, chi per un altro, chi per il loro complessivo pensiero, hanno non soltanto cambiato il mio modo di pensare e le mie prospettive future – che già questo non è poco – ma essi hanno anche espresso, in modo magistrale, quel che io avevo riconosciuto personalmente, seppur in maniera ingenua, ancor prima di avviarmi al loro studio, come verità. Si ha generalmente la convinzione che la verità per eccellenza debba essere oggettiva, unica. Ma ogni qual volta un individuo si accinga alla ricerca della verità, egli nella sua ricerca mette se stesso; la scelta fra un pensiero e un altro, fra una concezione del mondo e un’altra, non può essere in nessun modo, per l’individuo che si trova di fronte a lei, una scelta di tipo formale, né tanto meno intellettualistica. Anzi; nel momento stesso che egli pretendesse di elevare una verità a verità universale e oggettiva, egli perderebbe il senso stesso della verità. La scelta di una verità non può che avere carattere totalizzante per l’individuo; essa va inesorabilmente a invadere la sua esistenza; e poiché nessun uomo può ergersi al di sopra della sua esistenza, allora la verità può aver valore solo se essa è una verità per lui, come diceva Kierkegaard. La ricerca di una verità oggettiva, soprattutto quando per trovarla si oltrepassano le porte della metafisica, è del tutto inutile. Innanzitutto essa non ha nessuno scopo pratico, è fine a se stessa, come del resto anche l’arte, così come tutte quelle cose per cui valga davvero la pena di perder tempo. Ma non solo; essa è anche del tutto inadeguata a trovare una verità. Infatti qualsiasi verità metafisica rimarrà indimostrabile, in virtù della stessa definizione di metafisica, e, al di là di ogni possibile sviluppo dello scibile umano, essa rimarrà legata e incatenata alle sue antinomie. Viene dunque da chiedersi a cosa serva cercare una verità, se essa è palesemente impossibile da trovare. Viene da chiedersi a che scopo continuare a cercare un perché che spieghi la natura delle cose, e non piuttosto limitarsi ad osservare il come, che è invece sotto ai nostri occhi. Purtroppo gli esseri umani hanno questo difetto, che è al tempo stesso il loro più grande pregio; essi non possono accontentarsi del come; non possono sedersi tranquillamente ad osservare il mondo passivamente senza porsi domande. La metafisica rimarrà probabilmente, per sempre, solo un sogno dei visionari che non riescono a limitarsi a vivere senza incamminarsi in una strada senza sbocchi; essa, probabilmente, continuerà ad essere accantonata in un angolo dal resto del sapere umano come se fosse un’appestata. Ma, nonostante ciò, io ho la ferma convinzione che essa sia quanto di più sublime la natura umana abbia mai prodotto, per quanto essa sia l’esemplificazione stessa della sua superbia – o la presunzione di chi avesse la pretesa di porsi obiettivi che la sua stessa natura gli impedisce si raggiungere – probabilmente, l’umano non sarebbe altrettanto umano se evitasse di perdersi nell’inutilità di questa ricerca improduttiva. La metafisica non può portare l’uomo alla verità; ma è proprio in virtù del mistero che essa è in grado di suscitare che l’uomo non può fare a meno di essa, né tantomeno può impedirsi di dedicare la sua intera esistenza ad inseguirla. Come scrisse Karl Jaspers, “l’essenza della filosofia sta infatti non nel possesso della verità, ma nella sua ricerca.” E questa tesina, oltre all’esposizione del pensiero di questi quattro autori, aveva come scopo principale quello di riuscire a dimostrare proprio questo: ovvero, che l’essere umano non è fatto per trovare la verità; ma che è sua più nobile espressione cercarla. »
[cit. F.L.,Uno Essere et una Radice, Conclusione, p.48]
Pater miiPater dell'eroico furor mio
da lunge ormai nel cor invoco
la sì vaga speme d'aver ora io
la fioca immago tua in loco;
ma chi ci ode è il nostr'Iddio
soltanto, e quest'è poco
Pater mii.
Pater dell'amaro mio rimpianto
puoi confidar nel voto mio che l'era
sorgerà in cui sarò tuo vanto,
or che la pena mia è più vera
che mi resta sol Minerva accanto;
ma non t'emula, per quando fiera,
Pater mii.
Pater mii feci io il voto
di un dì tornar all'ideal nido;
vedrai che non è vuoto
il canto mio ch'è un grido,
Pater mii.
June 14 Ho finito la tesina.June 03 La comare in luttoSegui la lezione,
stai su, bella dritta,
non stare col mugone
silenziosa e zitta.
Esco, a ricreazione,
sul tabacco c'è una scritta:
Hope.
La maturità è come un frutto
d'estate,
non gridate,
non disturbate
la comare in lutto.
Hope.
Dicono sia l'ultima cosa che muore,
dicono che senza di lei sei perduto,
dicono sia segno di divino amore.
Io ci avrei anche creduto,
se ci fosse spazio per lei nel mio cuore.
Hope.
Non esultate
di quel che c'è di più brutto,
non tormentate
questo cuore asciutto,
non svegliate
la comare in lutto.
Hope.
June 01 IdillioNon spero in tanto: seguo solo, servilmente, con una fiducia cieca pari a quella d'un cagnaccio al guinzaglio del padrone, quel che della natura umana trovo di mirabile e sublime, e quel che di grande ne consegue in ogni angolo del mondo.
Vivo delle tracce che certe anime grandiose hanno lasciato, in tempi remoti, sui prati celesti dello spirito: tutto questo ormai m'ha in pugno, senza possibilità di redenzione alcuna. E cerco, temeraria, di ripetere in me stessa le identiche sensazioni di quelle nobili menti, per farle rivivere, per far sì che risorga l'immenso, in questo mondo in cui ogni cosa sembra andar perduta; e vibro, come le corde di un violino, suggestionata dal mistero di questi uomini, la cui immagine, seppur affievolita, risplende di etereo candore: tutto mi sa dire: tutto, ma par voler smentire la loro natura umana e affermar quella divina.
Non spero in tanto: non d'esser regina, ma ancella, di tutto questo ben di Dio! May 28 5° fase, Il delirio: the CLOCK, -2"...Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia.
Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti.
Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo.
Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti.
Ma tra le mie braccia era sempre Lolita..."
(Vladimir Nabokov, Lolita) May 25 4° fase, La rassegnazione: The CLOCK, -5Gli umani potranno sempre contare sul futuro. Il futuro è l'unico periodo della vita che non potrà mai, in nessun caso, deluderti: esso è lì, sempre lì, rimane per sempre, mai viene corrotto, mai può morire.
E' un bene che gli umani si rendano sempre conto che, dopo ogni momento, qualunque sia, esiste un futuro: il futuro, sconosciuto, malleabile, rende il presente sopportabile, e riesce a dare un senso a tutto il resto, che senso non ha, che viene e che va. Il passato è sempre un periodo buio; il presente non ha mai ragion d'essere; il futuro è tutto che abbiamo. Ma il futuro, allo stesso tempo, vien sempre sorpassato: l'ora di oggi è stato un tempo il desiderio di un passato insensato: il passato è stato la speranza in un remoto vissuto; e col senno di poi, niente quel futuro ha portato di quel che ogni umano aveva sperato.
Il futuro non è idilliaco come me l'aspettavo.
Il futuro è fatto, come il passato, di fasi alternate, ripetitive, circolari, infinite; prive di senso finchè sono presenti, e fioche, torbide, quando sono state vissute. La tua vita è la sfera riflettente che tieni fra le mani: sei tu, proprio tu, l'imperatore del tuo universo, solo grazie a te esso esiste e non cade nel vuoto: sei tu il centro del tuo Universo, sei tu stesso quell'Universo.
Ma tu non sei niente: non hai nè sede nè forma, nè spazio nè tempo, nè causa nè scopo: se sei tu il centro dell'Universo, allora l'Universo è onnicentrico, indeterminabile, vuoto, caotico, mi chiedo, a questo punto, se esista davvero, oppure no. Tu non hai senso; e dunque niente ha senso. Ogni vita è un alternarsi di fasi; ogni fase contiene un errore, e da nessun errore, nella vita, è possibile ricavare un insegnamento.
Non si guadagna mai nulla dalla vita; nè si perde; ma ogni cosa ti consuma lentamente, ogni cosa muore, e ti lancina, ti strazia la tua vita: non puoi non viverla nè aspettarti altro di meglio, e dunque, consumandoti, aspetti.
L'illusione di un destino, intanto, è grande, ma quasi mai di consolazione.
Anche l'illusione ha le sue fasi. Essa è sogno, poi realtà, poi sogno, poi realtà: e in nessun momento è quella vera. Vorrei potervi dire che non può morire la speranza di poter trovare un senso, un movimento, una causa, uno scopo, un punto fisso, una stella polare all'interno del vostro personale Universo.
Ma per adesso, tutto fa pensare al caos, per adesso nient'altro posso dire se non che la vita...
che la vita... La vita è un continuo oscillare tra dolore e noia dolore e noia dolore
e noia
dolore
e noia
...
...
It's the Clock
Tic
Toc
Tic
Toc
Tic
Toc
Tic
Toc
... May 19 2° fase, La rabbia: The CLOCK, -7It's the Clock
Tic Toc E' inconcepibile!
Non sopporto
la vista di alcun essere vivente! It's the Clock
Tic Toc E' inammissibile!
Mi rifiuto
di accettare tutto questo! It's the Clock
Tic Toc E' inaccettabile!
Se devi morire
anch'io allora morirò! It's the Clock
Tic Toc E' impensabile!
Se io dovrò cadere
tutto il mondo cadrà con me! It's the Clock
Tic Toc E' insopportabile!
Voglio la tua testa
su un piatto d'argento! It's the Clock
Tic Toc E' inevitabile!
Niente potrà
placare la mia rabbia! It's the Clock
Tic Toc E' intollerabile!
Odio il mondo!
Odio dover andare a fondo! It's the Clock
Tic Toc Tempo smetti di passare
Tic Toc O te ne pentirai! It's the Clock Me la pagherai! Tic Toc
Tic Toc
Tic Toc
...ma quando tornerai...?
Tic toc
It's the Clock
Tic Toc May 18 1° fase, La perdizione: The CLOCK, -8Lascierò tutti i miei figli ad un futuro incerto
Non rinnegherò quel tempo in cui t'ho incontrato Piangerò con discrezione senza dar nell'occhio Dormirò come se fossi morta Odi et Amo Ma se il tempo non si può fermare,
- No,- Se indietro non si può tornare, - No, - Cosa potrei ancora sperare? Pregherò affinchè tu possa avere tutto ciò che vuoi
Soldi, macchine, una donna al giorno e la possibilità di avere tutto e subito senza aver bisogno di essere mai perdonato Odi et Amo Se è vero che ogni momento,
- Se è vero che il tempo -, Si schiara, s'espande, Rimane per sempre, Se è vero che un gesto Esiste eternamente, Allora, - Anche questo dolore Ha avuto inizio Da sempre, La tua morte E' già scritta al presente -, Allora, ricorderò quello che è stato Ma non sarò presente Quando il tempo ti restituirà Quel che m'hai dato.
Hai scritto tu le pagine più intense di tutto il mio destino,
Troverò la tua firma in ogni futuro evento, E le tue impronte sul sentiero che ho di fronte. Ma quel che è più tremendo
E' che non potrò sopportare
Di non rivederti
Nè troverò la voce
Per ringraziarti
E non potrò mai più nemmeno odiarti
Dopo averti detto addio
Odi et Amo May 14 L' Io - o l' EsistereE tu, invece, dove andrai?
...Io... a Filosofia.
Ah, ma che bello, ti piace la filosofia?
Non saprei, è qualcosa che non m'è dato di conoscere.
E allora perchè ci vai?
Non lo so di preciso. Ma ho scelto di essere questo, e allora, tantovale portarlo avanti.
D'altronde, fare qualsiasi altra cosa rappresenterebbe un inutile compromesso per il quale non varrebbe nemmeno la pena di tentare.
Dissolvimento
Dissolvimento
...
Chiara e sconfortante analisi dell'Io
Mess'in scena teatrale delle mille alternative al Nulla:
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla
Nulla.
Il problema è che io, come tutti, credo, sono destinata ad essere sola.
E non mi riferisco alla mancanza di compagnia, di dialogo, di affetto.
Ogni vita è un universo a sè, incomprensibile, inconciliabile con qualsiasi altro.
E, prima di ogni altra cosa, oscuro a sè.
Ogni universo è solo, unico, onnicentrico, e, come tale, infinito, privo di ogni determinazione.
Egli è solo poichè nel suo universo non può esistere altro che lui, e ogni altra presenza, ogni altra umana apparenza si risolve nella sua stessa illusione, nella sua immaginazione infinita, nel suo stesso non voler essere solo e desiderare altre vite, per potersi distrarre da quel vuoto.
Egli è simile alla nebbia: impalpabile e inconsistente, ma libera.
Libera in un modo tale che per lei non può che essere negativo: è quella libertà incerta che non sai di avere, ma finisci comunque per crederla possibile; è quella libertà che non riesce a conciliarsi con l'anticontigenza di questo mondo terreno, e sta con lei in eterno conflitto. Si nega e si ha paura di lei.
Ed essa è libera pur essendo necessaria, è incerta pur essendo scritta: è libera in un modo tale d'aver l'angoscia di non potersi contenere in sè stessa, di dissolversi e sparire, pur sapendo di non poterlo evitare, se mai dovesse accadere.
Ogni universo è dunque solo, come la nebbia, è solo con se stesso e di fronte a sè; e, come la nebbia, di fronte al suo riflesso, non può vedersi, nè pensarsi come qualcosa d'esistente, qualcosa che è, che è effettivamente, senza ombra di dubbio.
Essa ha, come d'istinto, la consapevolezza di essere ogni realtà, ma di averla preclusa.
Essa vorrebbe scegliere se stessa, ma non ha idea di cosa significhi, poichè non sa chi è.
E quindi si odia.
E se riesce a non odiarsi, vuol dire, probabilmente, che ha smesso di indugiare nello specchio, e cerca altrove, cerca altro da fare.
Altre cose.
Ho la consapevolezza di essere ogni realtà.
Ma essere ogni realtà, significa essere privi di determinazione, essere infiniti, come una retta, di cui non conosci la fine, nè l'inizio.
Essere ogni realtà significa essere assolutamente incomprensibile, così com'è incomprensibile l'assoluto stesso.
Mi guardo intorno e so di essere ogni realtà, so di essere il mio mondo.
Io sono i posti in cui sono stata
Le voci che ho sentito
I sentimenti che ho provato
E che ora provo
La penna che impugno; e, al tempo stesso, non sono niente di tutto questo.
Guardo questa carta e so d'essere altro da lei.
Allora
E allora posso tentare di cercarmi altrove.
Ma da ogni cosa ch'è mia, irrimediabilmente mi distolgo.
E dunque
Di me so unicamente questo: il mio Io è infinito, esso è, è e basta, tanto che non è.
Io sono l'Essere e il Nulla
Insieme
E nessuna sintesi può risolvere questa contraddizione. May 05 Perchè l'utile è quel che di più inutile ci sia.E' così banalmente ovvio il mondo quotidiano.
Esiste per l'uomo possibilità di rendenzione?
Sono divisa tra due poli: il cuore e l'intelletto o, il che è lo stesso, la ragione e l'intelletto.
La mia ragione chiede: metafisica, metafisica!
E l'intelletto risponde: antinomie, antinomie!
Così, mentre l'intelletto è lì tutto intentendo a scovare antinomie in ogni frangente del sapere, il mio cuore identifica i contrari, e sale, sale, continua a salire vorticosamente, cercando il Sapere Assoluto.
L'uccello sacro di Minerva si leva in volo solo al crepuscolo; così le grandi filosofie di una civiltà sorgono solo al suo declino. Ed egli lasciava intendere che dopo di lui, l'apice dello scibile umano era ormai consumato, e il pensiero non poteva che avviarsi verso la sua tomba.
A conferma delle sue premonizioni, poco dopo la sua morte, il mondo vide nascere il Positivismo. April 30 UniversoUniverso, di tanto calcolo d'umana astrazione,
di tanto sudor di cuore dell'ultimo sguardo
ch'io volsi in un momento nella tua perfezione,
di tanto mio orgoglio ed onore al partecipare
incessante al tuo lieve ed armonico regime,
di tanta angoscia e stupore ch'io aspiro di trovare
di restar con te sola con negl'occhi il tuo sublime,
ancor non v'è nulla ch'io sappia dire, e dunque, resto,
nella gola, muta, gridando, d'esser testimone tua.
Ancor non colgo dell'oscuro segreto la chiave di volta,
a me che m'hai nel mistero e nel tuo dubbio risolta,
a me che amo il dileguante avvenire,
dimmi, Universo, e non mentire,
dimmi ch'è vero quel che di te sto vedendo,
dimmi, Universo, che non ti stai movendo. |
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