Francesca's profileEssa sola, infatti, è fi...PhotosBlogLists Tools Help

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    August 25

    ...Desidererei la lingua di Platone o di Jacobi

     

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    "
    ...Desidererei la lingua di Platone o di Jacobi, che gli fu spiritualmente affine, per poter distinguere l'essere assoluto, immutabile, da ogni esistenza condizionata, mutevole. Ma mi accorgo che anche questi uomini dovettero lottare con la loro lingua per parlare dell'immutabile, del sovrasensibile, - e penso che quell'assoluto in noi non possa esser catturato da nessuna semplice parola di una lingua umana e che solo l'intuizione, che ciascuno si è conquistato da sè, di quel che è intellettuale in noi possa venir in aiuto al lavoro imperfetto della nostra lingua.
    Intuizione che ciascuno si è conquistato da sè. L'incondizionato in noi è, infatti, offuscato dal condizionato, l'immutabile dal mutevole; e allora che fare, se speri che proprio il condizionato ti presenti l'incondizionato, e che la forma della mutevolezza e del cambiamento ti presenti la forma originaria del tuo essere - quella dell'eternità e dell'immutabilità? -
    Poichè con la tua conoscenza sei vincolato a oggetti, poichè la tua intuizione intellettuale è distrutta e la stessa esistenza è per te determinata nel tempo, anche ciò per mezzo di cui sei giunto all'esistenza, in cui vivi e senti, pensi e conosci, sarà per te, alla fine del tuo sapere, un semplice oggetto di fede - qualcosa che è diverso da te stesso e che tu, essere finito, ti sforzi all'infinito di esporre in te stesso, ma che tuttavia non troverai mai realmente in te - l'inizio e la fine del tuo sapere come il medesimo - là intuizione, qui fede!"

    Friedrich Schelling, Dell'Io come principio della filosofia, maggio 1795



    August 24

    Avanti Valchirie!

     

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    Camminavo in tempi remoti fieramente
    sotto lo sguardo di Athena Signora,
    e non m'accorgevo di voi!
    Non ebbi occhi che per l'Oriente,
    mi dirigevo verso l'aurora,
    non mi curavo di voi!

    Poi caddi, impastandomi il viso
    nel fango più nero che c'è.
    Non vidi più nulla: sentivo: un riso?
    Ridevate, allocche, di me!

    Ma liberatomi ch'ebbi lo sguardo
    dalla putrida melma, volsi di nuovo
    l'occhio ad Oriente! Avanti Valchirie!
    Per terra mi volle il destino beffardo!
    Ma può il fuoco ardente di rovo
    esser estinto dal Fato? Ingiurie!

    Ridevano ancora ed ero già eretta,
    ero già in piedi e ghignavano ancora,
    ma io di lor voce non odo più nulla!
    Vado, testarda, verso la vetta
    ascoltando soltanto l'aurora!
    Trombe trionfanti! E canti di culla!

    A terra mi videro, e in cuor loro
    godevano come delle maiale
    sputando da dietro i cantoni...
    Avrei forse potuto dir loro
    che mai si sarebbero fatte del male
    avanzando -o retrocedendo?- a gattoni?



    July 03

    Consigli inconcludenti ad un amico

     
    angoscia
     
    Amico, se mi vorrai dare la tua attenzione vorrei raccontarti la mia esperienza, anche perchè, oltre a quella, non conosco nient'altro. E non posso pretendere di dare consigli sulla tua esistenza nel mondo senza poter passare per la mia.

    Comincierò col dirti che non sono pensieri sparsi questi, nè nati sul momento, ma frutto di un percorso che ha preso corpo da tempo, da tanto tempo: talmente tanto che tendo a confonderlo con la mia stessa vita.

    Perdonami se, parlandone, generalizzerò: sappi che quando dirò gli umani, o gli uomini, questi giudizi hanno valore certo solo se riferiti a me.

    Per quel che riguarda la mia esperienza, quindi, gli umani attraversano un periodo della vita dove, sebbene l'ignoranza e la cecità sul mondo tengono ottenebrate le loro facoltà, essi possono definirsi saggi. Non cercano spiegazioni per la vita, essa è, ed è una meraviglia estasiante in ogni momento. Io ricordo quei momenti come i più felici di tutta la mia vita: avevo un potere sovrumano, che era quello di saper autocreare me stessa in ogni momento diversa e in forme sempre nuove, fuori da ogni schema di logica continuità, senza nessuna apparente necessità: potevo diventare tutto ciò che volevo essere semplicemente schiocchando le dita: quella è la fase dell'esistenza in cui tutto il mondo si riduce al tuo campo visivo, e quel che vedi con gli occhi pare creta per la tua immaginazione. E' l'infanzia, passata la quale non esiste più alcun modo per riconquistare quella potenza.

    L'infanzia ha un difetto enorme: è incorrotta. E' come un vaso di fine ceramica cinese: ha su di sè disegni meravigliosi, ma basta poco per romperlo.

    Non so delinearti il momento in cui s'è perso quel mondo. E' stato come un cammino in salita: i dolori erano piccoli, piccole morti, da cui rinascevo come una fenice dalle ceneri, ma ogni volta, mai uguale a prima. Un movimento progressivo, di angosciose rivelazioni.
     
    ... continuo?

    June 29

    Straniero

     
    foggy
     
    In procinto di partire, all'inizio del viaggio,
    niente pare più impetuoso
    e più simile a un miraggio,
    dello sguardo meschino e ombroso
    e del quieto dire, dell'aria assente
    di chi ha già visto il vero;
    niente pare più vivente
    del viandante straniero.
     
    Straniero,
    In te risiede intimo ciò che ogni epoca
    di migliore agli uomini seppe offrire,
    e mi riveli già ora il disegno del mio viaggio
    prim'ancora di partire.
     
    In ogni guisa in te ripeti
    l'universale passare,
    coincidendo lui
    col tuo esser singolare:
     
    ... e nell'ammaliante tua umanità
    germina l'astrazione degli avi
    che cavalcarono fra le spume trasparenti,
    della luce lontana riflettenti
    che fecero propria,
    quella luce chiara degli albori
    che nei tuoi occhi riproponi,
    in modo tanto intenso!
    che mi dai la prova
    che non nell'immenso
    ma in un'iride
    il sublime si ritrova.
     
    Ma non soltanto quel che fu,
    bensì anche il futuro s'esplica fra le fini pieghe della tua lirica voce;
    e a quel che in te è già fiorito io tendo con sospiri, o straniero.
    E quei mondi mai esplorati di cui l'esistenza testimoni,
    io li immagino ricolmi di palpitanti passioni,
    riproducendo in me il sogno di un vago destino;
    ...e s'è vero che il Fine in un luogo immobile risiede,
    allora io inseguo il tuo identico cammino
    con identica fede,
    o straniero.
     
    E quelle lievi spume marine un tempo sorvolate
    da grandi ingegni ad ali dispiegate,
    si tramutano nell'essenza tua musicalmente,
    e nel tuo spirito vivente,
    seppur come impetuose onde sibilanti
    fra gl'irti scogli neri della sera infrangenti
    ...rivelando al contemplante terreno
    l'immane potenza,
    o la dolce violenza
    dell'afflato del pensiero,
    o straniero.
     
     
     
    June 17

    Il mondo FUORI!

     

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    Rotola!

    Rotola l’anima

    nel fango dei pensieri angosciosi

    di morte

    e disfatta;

    Rotola

    l’anima quatta

    in mondi penosi

    dal covo di vermi,

    chiusa la mummia,

    sconquassa

    e bestemmia.

    «Ciarlatana!

    Trafficante

    di falsi miti!

    Puttana!»

    E ignora

    gli inviti,

    muore lontana.

    Rotola

    fra romantici cori,

    forza

    di mille tori

    ruggisce

    l’anima stanca

    e perisce

    di cotanta chiusura,

    grida!

    Tra le quattro mura

    prigioniera,

    l’anima fiera

    de’ suoi spasmi,

    incompresa

    dai suoi fantasmi;

    in questa razza

    di tomba!

    E’ pazza!

    In vita e in morte

    sprofonda

    e rotola, ancora,

    illesa;

    gioisce sorpresa,

    de’ le sue pene

    trionfanti,

    fra lirici canti,

    sogni infranti

    e glorie irrisorie

    essa muore

    fra scorie,

    muore

    per far sì

    che viva

    il mio respiro;

    l’ammiro

    pe’i suoi sforzi.

    Rotola

    E grida di rabbia

    e di noia,

    realizza

    che Minerva

    è la troia

    più grande;

    mi cospargo

    di soia

    puntando il dito

    in un diabolico

    rito,

    ai mondi lontani;

    e ritorno

    a’ miei pantani

    di morte.

    Ballano a corte

    i sommi poeti

    e i metafisici

    illuminati,

    gli artisti tarchiati,

    i tronfi critici

    spietati;

    ballano

    fra l’arme

    e gli amori,

    fra le sbarre

    e sui troni,

    ballano

    nel sole

    e nei tuoni;

    che Iddio

    mi perdoni;

    ma fra meningi

    e fra cuori,

    fra geni

    e ciarloni,

    non sento

    le grida

    che intoni,

    io mi lascio

    il mondo

    FUORI!

     
     
    June 15

    Estratto [...]

     
    scrivere
     

    « E’ ormai chiaro che i filosofi qui esposti non sono semplicemente stati scelti in virtù delle loro reciproche somiglianze, o per il complessivo sviluppo dei loro caratteri comuni; bensì questi sono quei filosofi che, chi per un aspetto particolare, chi per un altro, chi per il loro complessivo pensiero, hanno non soltanto cambiato il mio modo di pensare e le mie prospettive future – che già questo non è poco – ma essi hanno anche espresso, in modo magistrale, quel che io avevo riconosciuto personalmente, seppur in maniera ingenua, ancor prima di avviarmi al loro studio, come verità.

    Si ha generalmente la convinzione che la verità per eccellenza debba essere oggettiva, unica.

    Ma ogni qual volta un individuo si accinga alla ricerca della verità, egli nella sua ricerca mette se stesso; la scelta fra un pensiero e un altro, fra una concezione del mondo e un’altra, non può essere in nessun modo, per l’individuo che si trova di fronte a lei, una scelta di tipo formale, né tanto meno intellettualistica. Anzi; nel momento stesso che egli pretendesse di elevare una verità a verità universale e oggettiva, egli perderebbe il senso stesso della verità.

    La scelta di una verità non può che avere carattere totalizzante per l’individuo; essa va inesorabilmente a invadere la sua esistenza; e poiché nessun uomo può ergersi al di sopra della sua esistenza, allora la verità può aver valore solo se essa è una verità per lui, come diceva Kierkegaard.

    La ricerca di una verità oggettiva, soprattutto quando per trovarla si oltrepassano le porte della metafisica, è del tutto inutile. Innanzitutto essa non ha nessuno scopo pratico, è fine a se stessa, come del resto anche l’arte, così come tutte quelle cose per cui valga davvero la pena di perder tempo.

    Ma non solo; essa è anche del tutto inadeguata a trovare una verità. Infatti qualsiasi verità metafisica rimarrà indimostrabile, in virtù della stessa definizione di metafisica, e, al di là di ogni possibile sviluppo dello scibile umano, essa rimarrà legata e incatenata alle sue antinomie.

    Viene dunque da chiedersi a cosa serva cercare una verità, se essa è palesemente impossibile da trovare. Viene da chiedersi a che scopo continuare a cercare un perché che spieghi la natura delle cose, e non piuttosto limitarsi ad osservare il come, che è invece sotto ai nostri occhi.

    Purtroppo gli esseri umani hanno questo difetto, che è al tempo stesso il loro più grande pregio; essi non possono accontentarsi del come; non possono sedersi tranquillamente ad osservare il mondo passivamente senza porsi domande. La metafisica rimarrà probabilmente, per sempre, solo un sogno dei visionari che non riescono a limitarsi a vivere senza incamminarsi in una strada senza sbocchi; essa, probabilmente, continuerà ad essere accantonata in un angolo dal resto del sapere umano come se fosse un’appestata. Ma, nonostante ciò, io ho la ferma convinzione che essa sia quanto di più sublime la natura umana abbia mai prodotto, per quanto essa sia l’esemplificazione stessa della sua superbia – o la presunzione di chi avesse la pretesa di porsi obiettivi che la sua stessa natura gli impedisce si raggiungere – probabilmente, l’umano non sarebbe altrettanto umano se evitasse di perdersi nell’inutilità di questa ricerca improduttiva.

    La metafisica non può portare l’uomo alla verità; ma è proprio in virtù del mistero che essa è in grado di suscitare che l’uomo non può fare a meno di essa, né tantomeno può impedirsi di dedicare la sua intera esistenza ad inseguirla. Come scrisse Karl Jaspers, “l’essenza della filosofia sta infatti non nel possesso della verità, ma nella sua ricerca.”

    E questa tesina, oltre all’esposizione del pensiero di questi quattro autori, aveva come scopo principale quello di riuscire a dimostrare proprio questo: ovvero, che l’essere umano non è fatto per trovare la verità; ma che è sua più nobile espressione cercarla. »

     

    [cit. F.L.,Uno Essere et una Radice, Conclusione, p.48]

     

    Pater mii

     
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    Pater dell'eroico furor mio
    da lunge ormai nel cor invoco
    la sì vaga speme d'aver ora io
    la fioca immago tua in loco;
    ma chi ci ode è il nostr'Iddio
    soltanto, e quest'è poco
    Pater mii.
     
    Pater dell'amaro mio rimpianto
    puoi confidar nel voto mio che l'era
    sorgerà in cui sarò tuo vanto,
    or che la pena mia è più vera
    che mi resta sol Minerva accanto;
    ma non t'emula, per quando fiera,
    Pater mii.
     
    Pater mii feci io il voto
    di un dì tornar all'ideal nido;
    vedrai che non è vuoto
    il canto mio ch'è un grido,
    Pater mii.
     
    June 14

    Ho finito la tesina.

     
    Russell-2
     
    Mi sento come Bertrand Russell dopo Principia Mathematica.
    Sì sì. Uguale.
    June 03

    La comare in lutto

     
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    Segui la lezione,
    stai su, bella dritta,
    non stare col mugone
    silenziosa e zitta.
    Esco, a ricreazione,
    sul tabacco c'è una scritta:
    Hope.
     
    La maturità è come un frutto
    d'estate,
    non gridate,
    non disturbate
    la comare in lutto.
    Hope.
     
    Dicono sia l'ultima cosa che muore,
    dicono che senza di lei sei perduto,
    dicono sia segno di divino amore.
    Io ci avrei anche creduto,
    se ci fosse spazio per lei nel mio cuore.
    Hope.
     
    Non esultate
    di quel che c'è di più brutto,
    non tormentate
    questo cuore asciutto,
    non svegliate
    la comare in lutto.
    Hope.
     
    June 01

    Idillio

     
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    Non spero in tanto: seguo solo, servilmente, con una fiducia cieca pari a quella d'un cagnaccio al guinzaglio del padrone, quel che della natura umana trovo di mirabile e sublime, e quel che di grande ne consegue in ogni angolo del mondo.
    Vivo delle tracce che certe anime grandiose hanno lasciato, in tempi remoti, sui prati celesti dello spirito: tutto questo ormai m'ha in pugno, senza possibilità di redenzione alcuna. E cerco, temeraria, di ripetere in me stessa le identiche sensazioni di quelle nobili menti, per farle rivivere, per far sì che risorga l'immenso, in questo mondo in cui ogni cosa sembra andar perduta; e vibro, come le corde di un violino, suggestionata dal mistero di questi uomini, la cui immagine, seppur affievolita, risplende di etereo candore: tutto mi sa dire: tutto, ma par voler smentire la loro natura umana e affermar quella divina.
    Non spero in tanto: non d'esser regina, ma ancella, di tutto questo ben di Dio!
    May 28

    5° fase, Il delirio: the CLOCK, -2

     
    tretewqrew
     
    "...Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia.
    Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti.
    Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo la mattina, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo.
    Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti.
    Ma tra le mie braccia era sempre Lolita..."
     
    (Vladimir Nabokov, Lolita)
    May 25

    4° fase, La rassegnazione: The CLOCK, -5

     
    Orologio_pendolo_Biedermaier
     
    Gli umani potranno sempre contare sul futuro. Il futuro è l'unico periodo della vita che non potrà mai, in nessun caso, deluderti: esso è lì, sempre lì,  rimane per sempre, mai viene corrotto, mai può morire.
    E' un bene che gli umani si rendano sempre conto che, dopo ogni momento, qualunque sia, esiste un futuro: il futuro, sconosciuto, malleabile, rende il presente sopportabile, e riesce a dare un senso a tutto il resto, che senso non ha, che viene e che va.
    Il passato è sempre un periodo buio; il presente non ha mai ragion d'essere; il futuro è tutto che abbiamo.
     
    Ma il futuro, allo stesso tempo, vien sempre sorpassato: l'ora di oggi è stato un tempo il desiderio di un passato insensato: il passato è stato la speranza in un remoto vissuto; e col senno di poi, niente quel futuro ha portato di quel che ogni umano aveva sperato.
     
    Il futuro non è idilliaco come me l'aspettavo.
    Il futuro è fatto, come il passato, di fasi alternate, ripetitive, circolari, infinite; prive di senso finchè sono presenti, e fioche, torbide, quando sono state vissute.
     
    La tua vita è la sfera riflettente che tieni fra le mani: sei tu, proprio tu, l'imperatore del tuo universo, solo grazie a te esso esiste e non cade nel vuoto: sei tu il centro del tuo Universo, sei tu stesso quell'Universo.
    Ma tu non sei niente: non hai nè sede nè forma, nè spazio nè tempo, nè causa nè scopo: se sei tu il centro dell'Universo, allora l'Universo è onnicentrico, indeterminabile, vuoto, caotico, mi chiedo, a questo punto, se esista davvero, oppure no.
    Tu non hai senso; e dunque niente ha senso.
     
    Ogni vita è un alternarsi di fasi; ogni fase contiene un errore, e da nessun errore, nella vita, è possibile ricavare un insegnamento.
     
    Non si guadagna mai nulla dalla vita; nè si perde; ma ogni cosa ti consuma lentamente, ogni cosa muore, e ti lancina, ti strazia la tua vita: non puoi non viverla nè aspettarti altro di meglio, e dunque, consumandoti, aspetti.
     
    L'illusione di un destino, intanto, è grande, ma quasi mai di consolazione.
    Anche l'illusione ha le sue fasi. Essa è sogno, poi realtà, poi sogno, poi realtà: e in nessun momento è quella vera.
    Vorrei potervi dire che non può morire la speranza di poter trovare un senso, un movimento, una causa, uno scopo, un punto fisso, una stella polare all'interno del vostro personale Universo.
    Ma per adesso, tutto fa pensare al caos, per adesso nient'altro posso dire se non che la vita...
    che la vita...

    La vita è un continuo oscillare
    tra dolore
                      e noia
    dolore 
                      e noia
    dolore
                      e noia
    dolore
                      e noia
    ...
                     ...
    It's the Clock
                     Tic  
    Toc
                     Tic
    Toc
                     Tic
    Toc
                     Tic
    Toc
                     ...    
    May 21

    3° fase, L'implorazione: The CLOCK, -6

     
    tempo
     
    Ancora una volta
    e non di più;
    Una sola,
    non una di più.
    May 19

    2° fase, La rabbia: The CLOCK, -7

     
    shanghai_home-clock-ikea
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' inconcepibile! 
    Non sopporto
    la vista
    di alcun essere
    vivente!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' inammissibile! 
    Mi rifiuto
    di accettare
    tutto questo!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' inaccettabile! 
    Se devi morire
    anch'io allora
    morirò!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' impensabile! 
    Se io dovrò cadere
    tutto il mondo
    cadrà con me!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' insopportabile! 
    Voglio la tua testa
    su un piatto
    d'argento!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' inevitabile! 
    Niente potrà
    placare
    la mia rabbia!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    E' intollerabile! 
    Odio il mondo!
    Odio
    dover andare a fondo!
     
    It's the Clock
    Tic Toc
     
    Tempo smetti di passare

    Tic Toc

    O te ne pentirai!

    It's the Clock

    Me la pagherai!
     
    Tic Toc
     
    Tic Toc
     
    Tic Toc
     
    ...ma quando tornerai...?
     
    Tic toc
     
    It's the Clock
     
    Tic Toc
    May 18

    1° fase, La perdizione: The CLOCK, -8

     
    lombra_del_tempo_1
     
    Lascierò tutti i miei figli ad un futuro incerto
    Non rinnegherò quel tempo in cui t'ho incontrato
    Piangerò con discrezione senza dar nell'occhio
    Dormirò come se fossi morta

    Odi
    et Amo
     
    Ma se il tempo non si può fermare,
    - No,-
    Se indietro non si può tornare,
    - No, -
    Cosa potrei ancora sperare?
     
    Pregherò affinchè tu possa avere tutto ciò che vuoi
    Soldi, macchine, una donna al giorno
    e la possibilità
    di avere tutto e subito
    senza aver bisogno di essere mai perdonato

    Odi
    et Amo
     
    Se è vero che ogni momento,
    - Se è vero che il tempo -,
    Si schiara, s'espande,
    Rimane per sempre,
    Se è vero che un gesto
    Esiste eternamente,
    Allora, - Anche questo dolore
    Ha avuto inizio
    Da sempre,
    La tua morte
    E' già scritta
    al presente -,
    Allora, ricorderò quello che è stato
    Ma non sarò presente
    Quando il tempo ti restituirà
    Quel che m'hai dato.
     
    Hai scritto tu le pagine più intense di tutto il mio destino,
    Troverò la tua firma in ogni futuro evento,
    E le tue impronte sul sentiero che ho di fronte.
     
    Ma quel che è più tremendo
    E' che non potrò sopportare
    Di non rivederti
    Nè troverò la voce
    Per ringraziarti
    E non potrò mai più nemmeno odiarti
    Dopo averti detto addio
    Odi
    et Amo
     
    May 14

    L' Io - o l' Esistere

     
    moran_g5
     
    E tu, invece, dove andrai?
     
    ...Io... a Filosofia.
     
    Ah, ma che bello, ti piace la filosofia?
     
    Non saprei, è qualcosa che non m'è dato di conoscere.
     
    E allora perchè ci vai?
     
    Non lo so di preciso. Ma ho scelto di essere questo, e allora, tantovale portarlo avanti.
    D'altronde, fare qualsiasi altra cosa rappresenterebbe un inutile compromesso per il quale non varrebbe nemmeno la pena di tentare.
     
    Dissolvimento
     
    Dissolvimento
     
    ...
     
    Chiara e sconfortante analisi dell'Io
    Mess'in scena teatrale delle mille alternative al Nulla:
    Nulla
    Nulla
     
    Nulla
     
     
    Nulla
     
     
     
    Nulla
     
     
     
     
    Nulla
     
     
     
     
     
    Nulla.
     
     
     
     
     
     
     
    Il problema è che io, come tutti, credo, sono destinata ad essere sola.
    E non mi riferisco alla mancanza di compagnia, di dialogo, di affetto.
    Ogni vita è un universo a sè, incomprensibile, inconciliabile con qualsiasi altro.
    E, prima di ogni altra cosa, oscuro a sè.
    Ogni universo è solo, unico, onnicentrico, e, come tale, infinito, privo di ogni determinazione.
    Egli è solo poichè nel suo universo non può esistere altro che lui, e ogni altra presenza, ogni altra umana apparenza si risolve nella sua stessa illusione, nella sua immaginazione infinita, nel suo stesso non voler essere solo e desiderare altre vite, per potersi distrarre da quel vuoto.
    Egli è simile alla nebbia: impalpabile e inconsistente, ma libera.
    Libera in un modo tale che per lei non può che essere negativo: è quella libertà incerta che non sai di avere, ma finisci comunque per crederla possibile; è quella libertà che non riesce a conciliarsi con l'anticontigenza di questo mondo terreno, e sta con lei in eterno conflitto. Si nega e si ha paura di lei.
    Ed essa è libera pur essendo necessaria, è incerta pur essendo scritta: è libera in un modo tale d'aver l'angoscia di non potersi contenere in sè stessa, di dissolversi e sparire, pur sapendo di non poterlo evitare, se mai dovesse accadere.
    Ogni universo è dunque solo, come la nebbia, è solo con se stesso e di fronte a sè; e, come la nebbia, di fronte al suo riflesso, non può vedersi, nè pensarsi come qualcosa d'esistente, qualcosa che è, che è effettivamente, senza ombra di dubbio.
    Essa ha, come d'istinto, la consapevolezza di essere ogni realtà, ma di averla preclusa.
    Essa vorrebbe scegliere se stessa, ma non ha idea di cosa significhi, poichè non sa chi è.
    E quindi si odia.
    E se riesce a non odiarsi, vuol dire, probabilmente, che ha smesso di indugiare nello specchio, e cerca altrove, cerca altro da fare.
     
     
    Altre cose.
     
     
    Ho la consapevolezza di essere ogni realtà.
    Ma essere ogni realtà, significa essere privi di determinazione, essere infiniti, come una retta, di cui non conosci la fine, nè l'inizio.
    Essere ogni realtà significa essere assolutamente incomprensibile, così com'è incomprensibile l'assoluto stesso.
    Mi guardo intorno e so di essere ogni realtà, so di essere il mio mondo.
    Io sono i posti in cui sono stata
    Le voci che ho sentito
    I sentimenti che ho provato
    E che ora provo
    La penna che impugno; e, al tempo stesso, non sono niente di tutto questo.
    Guardo questa carta e so d'essere altro da lei.
    Allora
    E allora posso tentare di cercarmi altrove.
    Ma da ogni cosa ch'è mia, irrimediabilmente mi distolgo.
    E dunque
    Di me so unicamente questo: il mio Io è infinito, esso è, è e basta, tanto che non è.
     
    Io sono l'Essere e il Nulla
    Insieme
    E nessuna sintesi può risolvere questa contraddizione.

    L' Epitaffio - o dell'esaltazione della persona

     
    Fabrateria%20lapide%202

    L'Anti Utopik
    16\07\1989 - 23\10\20**
     
    Non piangete della mia morte; non portatemi fiori, non fingetevi dispiaciuti:
    io non lo farei per voi:
    l'ipocrisia è quel che più ho odiato in vita.
    Ero troppo diversa da voi,
    e sono fiera d'aver vissuto così, nell'errore.
    May 05

    Perchè l'utile è quel che di più inutile ci sia.

     
    hegel
     
    E' così banalmente ovvio il mondo quotidiano.
    Esiste per l'uomo possibilità di rendenzione?
     
    Sono divisa tra due poli: il cuore e l'intelletto o, il che è lo stesso, la ragione e l'intelletto.
    La mia ragione chiede: metafisica, metafisica!
    E l'intelletto risponde: antinomie, antinomie!
     
    Così, mentre l'intelletto è lì tutto intentendo a scovare antinomie in ogni frangente del sapere, il mio cuore identifica i contrari, e sale, sale, continua a salire vorticosamente, cercando il Sapere Assoluto.
     
    L'uccello sacro di Minerva si leva in volo solo al crepuscolo; così le grandi filosofie di una civiltà sorgono solo al suo declino. Ed egli lasciava intendere che dopo di lui, l'apice dello scibile umano era ormai consumato, e il pensiero non poteva che avviarsi verso la sua tomba.
     
    A conferma delle sue premonizioni, poco dopo la sua morte, il mondo vide nascere il Positivismo.
    April 30

    Universo

     
    FotoFarfalla
     
    Universo, di tanto calcolo d'umana astrazione,
    di tanto sudor di cuore dell'ultimo sguardo
    ch'io volsi in un momento nella tua perfezione,
    di tanto mio orgoglio ed onore al partecipare
    incessante al tuo lieve ed armonico regime,
    di tanta angoscia e stupore ch'io aspiro di trovare
    di restar con te sola con negl'occhi il tuo sublime,
    ancor non v'è nulla ch'io sappia dire, e dunque, resto,
    nella gola, muta, gridando, d'esser testimone tua.
    Ancor non colgo dell'oscuro segreto la chiave di volta,
    a me che m'hai nel mistero e nel tuo dubbio risolta,
    a me che amo il dileguante avvenire,
    dimmi, Universo, e non mentire,
    dimmi ch'è vero quel che di te sto vedendo,
    dimmi, Universo, che non ti stai movendo.

    Scienza

     
    vitruvio1
     
    Scienza, hai l'ali spiegate dell'illusione
    di chi aspira all'umana evoluzione,
    credi di sapere senza dover domandare,
    e non chiedi terreno per poter germinare,
    a te che nulla la natura ti nasconde,
    la cui voce in un poema si confonde,
    dimmi, scienza, puoi prevedere
    quel che ardo di sapere?